toyota nulla è impossibile
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Garantisce un’autonomia di 25 km in modalità puramente elettrica, il motore combinato benzina/elettrico eroga 136 CV
Al pari della prima generazione della Prius risalente al 1997, anche la nuova Prius Plug-In rappresenta un’autentica pietra miliare nella ricerca verso la mobilità sostenibile. Sposa il meglio di un’ibrida e di un’elettrica, è utile e confortevole nel caotico traffico cittadino, ma anche per i lunghi viaggi. Sarà commercializzata a metà settembre a 39.600 Euro, molto meno della Opel Ampera e leggermente di più della Nissan Leaf (solo elettrica). Basata sulla struttura della Prius, con batterie maggiorate, ma più leggere (80 kg e 87 litri di ingombro) rispetto al prototipo del 2010, la Plug-In garantisce un’autonomia di 25 km in modalità puramente elettrica rispecchiando la media degli spostamenti quotidiani dell’80% dei cittadini europei (lo può fare anche pigiando a fondo l’acceleratore, sebbene fino a 85 km/h), vanta tempi di ricarica ridotti (un’ora e mezza alla presa da 230 V), è in grado di percorrere oltre 1.200 km prima di rifornire sfruttando il motore a benzina (più di qualsiasi altra ibrida presente sul mercato), consuma soltanto 2,1 litri/100 km nel ciclo combinato ed emette appena 49 g/km di CO2.
Il bagagliaio della Plug-In è meno capiente di quello della Prius (-40 litri), ma dispone di 150 litri in più rispetto alla Ampera/Volt toccando i 443 litri. Reclinando i sedili posteriori (configurazione di ribaltamento nel rapporto 60:40), è possibile ottenere uno spazio di carico piatto e raggiungere una capacità totale di 1.120 litri. La sua progettazione è passata attraverso una lunga fase di collaudi (avviati 5 anni fa con 20 esemplari, passati a 200 nel 2010 in 18 Paesi del Vecchio Continente) e programmi sperimentali che hanno coinvolto selezionati automobilisti e istituzioni per verificarne pregi e difetti nella vita reale e valutare le potenzialità del sistema di ricarica alla rete di corrente.
Per la Prius Plug-In, Toyota ha evoluto il già avanzato sistema Hybrid Synergy Drive, peraltro studiato per essere modulare, adattabile a diverse fonti di energia e attualmente utilizzato non soltanto su veicoli plug-in ed elettrici, ma anche su quelli con celle a combustibile. Nel caso della Plug-In, l’architettura del sistema full hybrid e la sua elevata autonomia restano invariate, con l’introduzione però di una nuova batteria agli ioni di litio più potente e ricaricabile esternamente ad assicurare un’autonomia a zero emissioni più lunga. Il sistema si basa su un 4 cilindri benzina di 1,8 litri da 99 CV e coppia di 142 Nm ed è abbinato ad un propulsore elettrico da 82 CV che consente alla Prius Plug-In una potenza complessiva di 136 CV.
Lunga 4,48 metri, la Prius Plug-In sarà disponibile nel nostro Paese in allestimento unico in 5 colori, cerchi in lega da 15”, climatizzatore bizona (collegato al riscaldamento dei sedili), luci a Led e sette airbag. A livello estetico (massimizzata l’efficienza aerodinamica, Cx di appena 0,25) spiccano dettagli in metallo, il fascione posteriore satinato e il supporto inferiore della griglia cromato, mentre a bordo il cruscotto è nuovo e sono stati introdotti pulsanti specifici. Di serie anche il sistema multimediale Toyota Touch e l’Hud, a richiesta il navigatore Touch & Go Plus. Se approvati definitivamente dal Governo, gli incentivi darebbero una linfa importante alle vendite italiane della vettura che beneficerebbe degli aiuti massimi da 5.000 Euro. Yaris Hybrid, CT200 Hybrid, Auris Hybrid, Prius e Prius+ rientrerebbero invece nella seconda fascia degli incentivi, quella da 4.000 Euro.
A fronte di un mercato europeo sempre fortemente depresso, il Gruppo Toyota sta arginando bene la crisi tanto da aver chiuso i primi sette mesi nel Vecchio Continente con vendite in aumento del 5% a 503 mila unità. A sostenere la Casa nipponica sono gli ottimi andamenti di Avensis, Yaris e Camry, ma un importante contributo sta arrivando anche dalle ultime novità di prodotto e cioé Prius+, GT86 e Lexus GS. Oltre l’11% del totale venduto da Toyota Europe nei sette mesi è rappresentato dai veicoli full hybrid, già a 55 mila esemplari. L’obiettivo è chiudere l’anno a 115 mila full hybrid, il 15% del totale. A livello mondiale, Toyota ha già consegnato 4,3 milioni di full hybrid (più di 2,6 milioni Prius) e il 2012 sarà il nuovo anno record con circa 1 milione di unità.
La Plug-In, vero fiore all’occhiello della famiglia Prius, attrarrà una clientela sensibile dal punto di vista ambientale, alla ricerca di un’auto elettrica da città, ma capace di grandi percorrenze senza rinunciare a spazio e versatilità. Il target europeo è di 4.000 esemplari già nel 2012 per salire a 10 mila nel 2013 (il 75% sarà destinato alle flotte). Andrà a rimpolpare ulteriormente le vendite della Prius che in Europa ha conquistato 250 mila clienti e in Italia circa 24 mila. “La Prius Plug-In è l’auto giusta, al posto giusto e al momento giusto”, ha detto l’A.D. di Toyota Italia, Massimo Gargano, secondo il quale il lancio delle vetture elettriche “È parte della soluzione, non è la soluzione. Entro il 2020 saranno circa il 10% del mercato”
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